Maurizio Sitzia

Il modello delle 4 energie sotto la lente delle DNE

2026-09-27 11:35

Maurizio Sitzia

Il modello delle 4 energie sotto la lente delle DNE

La tua energia non funziona come quella degli altri. Dipende da come funzioni.

Il modello dello 4 energie ci dice che vanno gestite in modo equilibrato. Vero.

Le DNE ci dicono che l'equilibrio non è uguale per tutti. Si tratta di capire quale energia è la tua fonte primaria, qual è il tuo punto cieco, quale stai trascurando senza saperlo.

La tua energia non funziona come quella degli altri. Dipende da come funzioni.

C'è un modello che da anni viene insegnato nelle aziende più illuminate del mondo. Lo hanno sviluppato Jim Loehr e Tony Schwartz, e la loro idea centrale è semplice quanto rivoluzionaria: il problema della performance non è la mancanza di tempo. È la mancanza di energia.

Quattro tipi di energia, per la precisione: fisica, emotiva, mentale e spirituale. Ognuna necessaria. Ognuna da gestire. Ognuna da ricaricare, perché l'energia, come un muscolo, si consuma con lo sforzo e si rigenera con il recupero.

Il modello funziona. Ma c'è qualcosa che non dice.

Non dice che queste quattro energie non pesano allo stesso modo per tutti. Che c'è chi si esaurisce emotivamente dopo una giornata di relazioni intense, mentre un altro si ricarica proprio in quel contesto. Che c'è chi trova nel pensiero analitico una fonte di energia, mentre per altri è la fonte principale di consumo.

Le Dinamiche Neuro-Esistenziali ci permettono di andare un passo più in fondo. Di capire non solo quante energie abbiamo, ma quali ci nutrono e quali ci svuotano, in base alla nostra funzione dominante.

 

Quando a dominare è la Funzione Identitaria.

L'energia che produce naturalmente: fisica e mentale

Chi ha la funzione identitaria dominante è orientato all'azione, alla decisione, al risultato. Ha una relazione diretta con l'energia fisica: il corpo è uno strumento di affermazione, e spesso lo usa come tale. Ritmo alto, soglia di fatica elevata, tendenza a spingere oltre i propri limiti prima di fermarsi.

L'energia mentale è altrettanto potente, ma selettiva. Non è il pensiero analitico e paziente della Fz3. È il pensiero decisionale: rapido, orientato all'obiettivo, capace di tagliare la complessità e convergere su una direzione.

L'energia che consuma senza rendersene conto: emotiva

Qui sta il punto cieco. La funzione identitaria tende a trattare le emozioni, proprie e altrui, come variabili secondarie. Le gestisce, le controlla, le mette da parte quando interferiscono con l'obiettivo. Ma questo ha un costo: l'energia emotiva si esaurisce silenziosamente, senza segnali d'allarme evidenti, finché non emerge in forme inaspettate: irritabilità, chiusura, reazioni sproporzionate.

Il paradosso è che spesso chi ha la Fz1 dominante non si accorge di essere emotivamente esaurito. Si accorge solo che gli altri sembrano "troppo sensibili" o che le relazioni diventano sempre più faticose.

L'energia che ricarica davvero: spirituale

La funzione identitaria si ricarica profondamente quando è in contatto con il proprio perché, con la missione, con ciò che sente come significativo e degno della propria forza. Non basta fare cose. Serve fare cose che contano.

Quando l'energia spirituale è bassa (un lavoro sembra privo di senso, la fatica non produce nulla di rilevante) la Fz1 scivola rapidamente verso il Down. La collera trattenuta, il cinismo, la sensazione di sprecare sé stessi sono spesso il segnale che l'energia spirituale è esaurita, non quella fisica.

 

Quando a dominare è la Funzione Relazionale.

L'energia che produce naturalmente: emotiva

Chi ha la funzione relazionale dominante vive nell'energia emotiva come un pesce nell'acqua. Le relazioni non sono un costo, sono il carburante. Una conversazione profonda, un momento di connessione autentica, il sentirsi capiti o capire davvero qualcuno: tutto questo ricarica la Fz2 in modo diretto e potente.

Questa funzione è anche quella più sintonizzata sugli stati emotivi degli altri, quasi un sonar naturale che rileva tensioni, bisogni, disagi, spesso prima che vengano espressi. È un talento raro. Ed è anche la fonte del suo consumo principale.

L'energia che consuma senza rendersene conto: mentale

Il pensiero analitico, il focus prolungato su un problema tecnico, le decisioni che richiedono distacco emotivo: queste attività costano molta energia alle persone con Fz2 dominante. Non perché non sia intelligente, ma perché il suo pensiero è naturalmente contestuale e relazionale, difficile da separare dalle persone e dalle dinamiche che lo circondano.

Ambienti di lavoro che richiedono concentrazione solitaria, procedure rigide, logica pura senza spazio per la dimensione umana: per la Fz2 sono particolarmente logoranti.

L'energia che ricarica davvero: spirituale, ma con una sfumatura

L'energia spirituale per la Fz2 non è tanto la missione individuale quanto il senso di contribuire al benessere degli altri. Il perché più potente per questa funzione è relazionale: "sto facendo qualcosa che conta per qualcuno che mi importa."

Quando questa connessione tra azione e impatto sugli altri viene meno, quando il lavoro diventa anonimo, quando le relazioni si impoveriscono, quando ci si sente ingranaggi invece che persone, allora la Fz2 si esaurisce profondamente, anche se il corpo è riposato e la mente è lucida.

 

Quando a dominare è la Funzione Analitico-Cognitiva.

L'energia che produce naturalmente: mentale

La funzione analitico-cognitiva è nel suo elemento quando c'è un problema da risolvere, una struttura da costruire, una complessità da scomporre in parti comprensibili. L'energia mentale non è solo abbondante ma la fonte primaria di soddisfazione. Il momento in cui un ragionamento si chiude, in cui la soluzione emerge, in cui il piano prende forma: è lì che la Fz3 si sente viva.

Questa funzione ha anche una relazione particolare con l'energia fisica: la usa in modo funzionale, spesso trascurandola quando il pensiero è coinvolto. Il corpo viene dimenticato quando la mente è accesa.

L'energia che consuma senza rendersene conto: emotiva e fisica

La Fz3 dominante tende a razionalizzare le emozioni, a trasformarle in dati, a processarle invece di viverle. Nel breve termine è efficiente. Nel lungo termine è costoso: l'energia emotiva non si può solo analizzare, va anche scaricata e rigenerata.

Allo stesso modo, l'energia fisica viene spesso sacrificata sull'altare del pensiero: il sonno accorciato, il movimento rimandato, il corpo sedentario mentre la mente lavora. Il segnale di allarme arriva tardi, spesso sotto forma di esaurimento fisico che sembra arrivare dal nulla.

L'energia che ricarica davvero: spirituale, attraverso il senso del contributo

Per la Fz3 il perché più potente è la competenza al servizio di qualcosa di significativo. Non basta risolvere problemi, serve che quei problemi abbiano rilevanza. Quando il lavoro sembra privo di sfida intellettuale, o quando la competenza non viene riconosciuta e valorizzata, l'energia spirituale si esaurisce rapidamente.

Il rischio specifico di questa funzione è il perfezionismo come trappola energetica: consumare energia mentale infinita per un risultato marginalmente migliore, a spese di tutto il resto.

 

Quando a dominare è la Funzione Permissiva-Esplorativa.

L'energia che produce naturalmente: spirituale

Chi ha la funzione esplorativa dominante vive naturalmente in contatto con il senso, con il perché profondo delle cose, con la visione, con ciò che potrebbe essere invece di ciò che è. L'energia spirituale non è qualcosa che deve cercare: è il suo stato naturale quando le condizioni sono giuste.

Questa funzione si accende con il nuovo: una scoperta, un progetto inaspettato, una connessione tra idee lontane. E quando è accesa, può trascinare anche le altre energie in un flusso potente.

L'energia che consuma senza rendersene conto: fisica

Il corpo, per la Fz4, è spesso l'ultima priorità. Quando l'entusiasmo è alto, la fatica non si sente, ma si accumula. Quando cala, crolla tutto insieme. Questa funzione tende a cicli energetici molto ampi: picchi di energia intensa seguiti da vuoti profondi che sembrano inspiegabili.

L'energia mentale viene consumata dalla dispersione: troppi progetti aperti, troppi interessi, difficoltà a chiudere e a mantenere il focus su una cosa sola.

L'energia che trascura: mentale strutturata e fisica regolare

La Fz4 tende a evitare la disciplina energetica: le routine di recupero, la struttura, la gestione sistematica delle risorse. Preferisce l'ispirazione alla pianificazione. Il problema è che l'ispirazione senza struttura produce entusiasmo a breve termine e esaurimento a lungo termine.

Il punto che cambia tutto

Il modello delle 4 energie di Loehr e Schwartz dice che dobbiamo gestire tutte e quattro le energie in modo equilibrato. È vero.

Ma le DNE aggiungono qualcosa di essenziale: l'equilibrio non è uguale per tutti. Non si tratta di dividere la propria attenzione in quattro parti uguali. Si tratta di capire quale energia è la tua fonte primaria, quale è il tuo punto cieco, quale stai trascurando senza saperlo.

Perché spesso il problema non è la mancanza di forza di volontà. È che stai cercando di ricaricarti nel modo sbagliato per come sei fatto.

Chi ha la Fz1 va in palestra e si sente meglio — ma poi crolla emotivamente. Chi ha la Fz2 cura le relazioni ma trascura il corpo. Chi ha la Fz3 legge e studia chiamandolo recupero — ma la mente non si riposa studiando. Chi ha la Fz4 cerca nuovi stimoli per ricaricarsi — e si stanca ancora di più.

Conoscerti, capire come funzioni, è il primo passo per smettere di combattere contro la tua natura e iniziare a lavorare con essa.

Le DNE non ti dicono come dovresti essere. Ti aiutano a capire come sei e a costruire da lì.

 

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