“Al lavoro cerco di essere rispettosa, a casa divento più impulsiva del necessario. Mi scappa la rabbia. Mi permetto di essere me stessa.”
Ricevo regolarmente la newsletter di Francesco Pozzo, PhD, Behavioral Economist.
In una delle sue ultime newsletter, riportava come, intervistando delle persone di un'azienda, per un'indagine su come funzionano in condizioni di pressione lavorativa e stress, sia stato colpito dalla lucidità con cui una di loro descriveva il proprio comportamento:
"Al lavoro cerco di essere rispettosa, a casa divento più impulsiva del necessario. Mi scappa la rabbia. Mi permetto di essere me stessa."
Dal punto di vista delle Dinamiche Neuro-Esistenziali è un caso quasi didattico. Vale la pena analizzarla con attenzione.
Cosa sta descrivendo questa persona
In riferimento alla frase riportata: “Al lavoro cerco di essere rispettosa, a casa divento più impulsiva del necessario. Mi scappa la rabbia. Mi permetto di essere me stessa.”, ci sono tre elementi da segnalare subito:
- La consapevolezza: la persona sa esattamente cosa fa e in quali contesti. Non è inconsapevolezza, è una scelta, almeno in parte.
- Il contrasto esplicito tra comportamento al lavoro e comportamento a casa.
- La giustificazione "mi permetto di essere me stessa", che è la parte più rivelatrice di tutto.
Come leggere la situzaione con le Dinamiche Neuro-Esistenziali.
Il meccanismo di fondo: cambio di Forma Biotipologica con il contesto
Questo comportamento rappresenta una delle dinamiche più comuni e meno comprese.
In un contesto familiare, al contrario di altri contesti sociali, gli oggetti-psichici sono stabilmente collocati nell'area di appartenenza, trattenuti da un legame forte. Questa condizione attiva il sistema di sorveglianza (bisogno terziario) che tende a garantire che tutto resti come previsto.
In altre parole, questa persona:
- al lavoro usa le capacità biotipologiche, che rappresentano il comportamento sociale controllato, rispettoso, calibrato sul contesto;
- a casa usa le reazioni ed emozioni primarie della sua funzione dominante, che nel suo caso producono impulsività e rabbia.
Questo non è un'anomalia. È esattamente come funzioniamo tutti: lei semplicemente lo vede con chiarezza.
La funzione dominante: molto probabilmente Fz1
La rabbia impulsiva che "scappa" rappresenta un’ emozione primaria della funzione identitaria (Fz1), in particolare nella modalità protettiva. Quando il bisogno terziario della Fz1 risulta insoddisfatto (qualcosa non va come previsto, qualcuno non si comporta come atteso) la reazione è rapida, decisa, spesso sproporzionata rispetto allo stimolo.
Il fatto che questo emerga soprattutto a casa è perché con le persone care abbassiamo il controllo, ci aspettiamo che le cose vadano in un certo modo, e quando non va così il bisogno terziario scatta con forza.
La pressione lavorativa come fattore amplificante
Il contesto dell’indagine è importante: condizioni di pressione e stress. Questo aggiunge un elemento cruciale.
Secondo il modello delle DNE, sotto stress prolungato la neurofisiologia protettiva tende a prevalere. Quando questa persona arriva a casa dopo una giornata in cui ha tenuto a bada le sue reazioni, usando energia per mantenere il comportamento rispettoso richiesto dal contesto lavorativo, la sua riserva di autocontrollo è esaurita.
A casa non ha più le risorse per mantenere quella forma biotipologica sociale. Emerge la dominante nella sua espressione più grezza: la reazione impulsiva, la rabbia che "scappa".
"Mi permetto di essere me stessa" — la parte più rivelatrice
Questa frase merita un'attenzione particolare perché contiene un'ambiguità profonda.
Da un lato è vera: a casa abbassa le difese, smette di gestirsi, è più autentica. Questo è sano, nessuno può mantenere la forma sociale 24 ore su 24.
Dall'altro lato contiene un errore di attribuzione importante: sta identificando la sua reazione impulsiva con il suo "vero sé". Come se il comportamento controllato al lavoro fosse una maschera, e la rabbia a casa fosse la verità.
Nelle DNE questa lettura è parziale. La sua funzione dominante - probabilmente Fz1 - è certamente parte di lei. Ma non è tutta lei. Quella rabbia impulsiva non è il "sé autentico", ma la sua funzione dominante in modalità protettiva, amplificata dallo stress accumulato. Le DNE lo spiegano molto bene: la funzione dominante eccessiva tende a generare conflitti, in particolare relazionali. E il conflitto più frequente avviene esattamente dove lei lo descrive, nella ristretta cerchia domestica.
Cosa potrebbe essere utile per questa persona
Non conoscendo la persona possiamo solo indicare le direzioni che il modello suggerisce.
Primo: riconoscere che quella rabbia non è "lei". E’ un segnale. Segnala che la sua S-Zone è sotto pressione, che la neurofisiologia protettiva sta prevalendo, che qualcosa nel suo equilibrio quotidiano va rivisto.
Secondo: lavorare sulla funzione compressa — probabilmente la Fz2 relazionale o la Fz3 analitica. Sviluppare quella funzione le darebbe risorse diverse per gestire i momenti in cui il bisogno terziario viene insoddisfatto a casa — risposte alternative alla reazione impulsiva.
Terzo: intervenire sulla fonte — lo stress lavorativo che esaurisce le sue risorse di autocontrollo prima che arrivi a casa. Non è un problema di carattere da correggere, è un problema di S-Zone da ribilanciare.
