Maurizio Sitzia

Trump e Musk: così simili, così diversi

2026-06-20 19:19

Maurizio Sitzia

Trump e Musk: così simili, così diversi

Trump e Musk: due modi di dominare la scena. Le DNE ci spiegano perché, sebbene possano apparire molto simili, sono profondamente diversi.

 

 

 

Trump e Musk: due modi di dominare la scena. Le DNE ci spiegano perché, sebbene possano apparire molto simili, sono profondamente diversi.

 

 

 

 

Li abbiamo visti spesso insieme, sulla scena politica, sui social, nelle news. Entrambi potenti, entrambi controversi, entrambi capaci di catalizzare attenzione in modo straordinario.

Eppure, se osservati attentamente, emerge subito un fatto: sono radicalmente diversi nel modo in cui comunicano, decidono, si relazionano con il mondo.

Mi sono divertito ad applicare la chiave di lettura offerta dalle Dinamiche Neuro-Esistenziali applicata alle loro comunicazioni via social, per far emergere qualcosa che sfugge ad una prima lettura: cosa muove il loro comportamento?

 

Il linguaggio come specchio

Nelle DNE il linguaggio non è solo comunicazione. È l'espressione diretta della funzione cerebrale dominante, di quel modo prevalente con cui una persona elabora il mondo e risponde agli stimoli.

Osservare come parla qualcuno - le parole che sceglie, i temi che ripete, le emozioni che esprime - ci dice molto su come funziona.

Proviamo a farlo con Trump e Musk, mettendoli a confronto su quattro dimensioni: l'Io, il conflitto, la visione, le relazioni.

 

Donald Trump. La funzione identitaria al massimo volume

Il linguaggio di Trump è immediatamente riconoscibile. Ripetitivo, assertivo, costruito intorno a un centro gravitazionale preciso: sé stesso.

"I alone can fix it." "Nobody knows more about taxes than me." "We're going to win so much, you're going to be sick of winning."

 

L'Io. Il pronome "I" è uno degli elementi più frequenti nel suo discorso. I successi sono suoi. Le soluzioni sono sue. Gli errori appartengono sempre agli altri. Questa centralità dell'Io non è arroganza casuale: è l'espressione di una funzione identitaria (Fz1) fortemente dominante, in modalità affermativa.

 

Il conflitto. Trump non evita lo scontro, lo cerca. Trasforma ogni discussione in una competizione con un vincitore e un perdente. I suoi avversari non sono mai semplicemente in disaccordo: sono "losers", "crooked", "the enemy of the people". Il conflitto, nelle DNE, è terreno naturale della Fz1: affermare sé stessi significa spesso farlo contro qualcuno.

 

La visione. Le sue promesse sono quasi sempre superlative: "the greatest", "the best", "like nobody has ever seen before". Non sono visioni elaborate o sistemiche: sono affermazioni di supremazia. La direzione è chiara, ma il percorso raramente lo è. La Fz1 dominante tende a privilegiare l'intuizione sulla pianificazione, la decisione rapida sul processo.

 

Le relazioni. Trump costruisce relazioni basate sulla lealtà e le recide quando questa viene meno. Non è cinismo: è il modo in cui la Fz1, quando lasciata prevalere, gestisce il mondo relazionale. Le persone sono alleate finché sostengono l'Io. Quando smettono di farlo, diventano nemici.

 

Elon Musk. La funzione esplorativa che guida tutto

Il linguaggio di Musk è un'altra cosa. Meno centrato sull'Io, più centrato sulle idee  e sulle domande.

"I think it's possible to have a self-sustaining city on Mars by 2050." "Why aren't we doing this? It seems obvious." "The thing I find most interesting is when people say something is impossible."

 

L'Io. Musk parla molto di sé, ma in modo diverso da Trump. L'Io non è il protagonista, è lo strumento. Ciò che conta è il progetto, la visione, la possibilità. Questo è tipico di una funzione permissivo-esplorativa (Fz4) dominante: l'esperienza e la proiezione nel futuro prevalgono sull'affermazione del sé.

 

Il conflitto. Musk non cerca lo scontro diretto come Trump. Il suo conflitto preferito è con le convenzioni, con il pensiero consolidato, con chi dice "non si può fare". È un conflitto con le idee, non con le persone, almeno nella sua forma più autentica. Quando il conflitto diventa personale, come spesso accade su X, si ha l'impressione di una Fz4 che cede spazio a reazioni più primarie, meno controllate.

 

La visione. Qui Musk è straordinario. Le sue visioni sono sistemiche, a lungo termine, spesso radicalmente fuori dal senso comune: colonizzare Marte, connettere il cervello umano ai computer, elettrificare il trasporto mondiale. Questo è il territorio della Fz4 in modalità permissiva: la proiezione nel futuro come forza propulsiva, l'entusiasmo come combustibile.

 

Le relazioni. Musk è meno prevedibile di Trump nel mondo relazionale. Può essere generoso, coinvolgente, capace di trascinare intere comunità verso una visione. Ma può anche essere brutalmente distante. I licenziamenti in massa via email a Twitter/X ne sono l'esempio più evidente. Questo alterna Fz4 permissiva - apertura, entusiasmo, visione condivisa - a momenti in cui emergono reazioni più istintive, tipiche di una Fz1 sottodominante che prende il sopravvento.

 

Una nota finale

Questo esercizio non è un giudizio su Trump o Musk. È un tentativo di usare le DNE per quello per cui sono nate: capire il comportamento umano, riconoscere i pattern, leggere il mondo con occhi un po' più consapevoli.

 

La cosa interessante, e un po' sorprendente, è che due persone che a prima vista possono apparire così simili - entrambi ricchissimi, entrambi figure di potere, entrambi capaci di dominare l'attenzione mediatica, entrambi associati a posizioni politiche simili nell'ultimo periodo, entrambi spinti da una irrefrenabile affermazione di sé – si rivelano, in realtà, due profili radicalmente diversi, guardando a “come” si esprimono.

 

Trump è centrato sull'Io, sul presente, sulla competizione personale. Tutto ruota attorno a sé stesso: i successi, le minacce, le lealtà. È una Fz1 che occupa tutto lo spazio.

 

Musk è centrato sull'idea, sul futuro, sulla possibilità. L'Io c'è, ma è al servizio di qualcosa di più grande: la visione. È una Fz4 che proietta continuamente verso orizzonti lontani.

 

Trump e Musk non sono diversi perché hanno opinioni diverse. Sono diversi perché funzionano in modo diverso.

 

Le DNE ci aiutano a vedere questa differenza. E a riconoscerla, in loro, e forse anche in noi.

 

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